29/10/2003

RIPRODUCIBILITA' 2.0

mozziwarhol.jpg
di tet at 10:27:45 1 Commento

27/10/2003

Riproducibilità 1.0

mozzi.jpg
di tet at 14:24:31 Commenta:

14/10/2003

telefonata sei

Squilla il telefono. “Pronto?”. “Salve, parlo con P* T* il poeta emiliano?” “Sì, chi parla?” ”Sono Giulio Mozzi, ci siamo appena sentiti una mezz’ora fa” “Si, abbiamo litigato una mezz’ora fa, per la precisione”
“Certo, volevo scusarmi per la telefonata, ma ero sul blog, in diretta. Capisce?” “Come? Eravamo in radio?” “No, sul blog, è un sito Internet personale” “Ah, non capisco” “Io sono pagato da un editore per andare ogni tanto in diretta sul blog, cioè mettere subito per iscritto quello che mi sta capitando o quello che penso. Mentre ci telefonavamo io stavo trascrivendo tutto e cercavo di montare una polemica contro i poeti che vogliono pubblicare e non leggono poesia. Non pensavo veramente quello che le ho detto, ma vivo questa specie di reality-show, che poi è fiction”. “Credo di capire qualche cosa” “Si, insomma, e un finto reale, un doppio piano di vissuto. Fingo, appena entro in relazione con qualcuno, di essere io, ma in realtà recito una parte di un me stesso che non esiste. Mi segue?” “Poco, perché mi ha chiamato?” ”Per scusarmi e per farle una proposta. Io ammiro molto i poeti che non riescono a pubblicare ma si dannano l’anima, ecco proprio dell’anima si tratta. Io gestisco una casa editrice mia, con uno pseudonimo, che si chiama “Strizza il pollo”, potrei farle un’offerta di pubblicazione per cinquecento copie a 4.500 euro. Promozione garantita, diventerà un personaggio fisso del mio blog” “Non mi sembra un nome promettente quello della sua casa editrice” ”E’ una citazione del Petrarca” “Capisco, mi sembra interessante, se poi le mi garantisce la promozione…” “Certo, lo adotterò come testo di riferimento ai miei corsi di scrittura. Le mando un modulo via fax?” “Va bene, 055689***. Aspetto in giornata?” “Certo lo faccio subito spedire dalla mia segretaria, Giulia Mazzi, poi mi farà sapere. La saluto, buone cose, mi raccomando, continui a non leggere Caproni, Dal Bianco e altri, non serve a nulla”
di tet at 19:54:54 2 Commenti

26/09/2003

In treno tre

Mi sono preso qualche giorno di vacanza, un treno, qualche libro, ed eccomi qui a Pordenonelegge. Mentre bevo un caffè, sotto il sole, vedo sedersi vicino al mio tavolo Giulio Mozzi. Mi avvicino, lo saluto. "Ciao, tu sei Giulio Mozzi" "Per alcuni versi, sì". Dice lentamente. "Scusa ma non possiamo parlare qui, io ho due categorie nel blog, una riguarda le telefonate, l'altra gli incontri in treno o in stazione". "Bene, andiamo in stazione". Mi dice con tono convinto.
Arriviamo in stazione, entriamo in un treno fermo in un binario morto, troviamo una carrozza pulita e ci sediamo. "Tu sei Giulio Mozzi o giuliomozzi?" "Bella domanda! Non ci capisco molto utimamente". "Come fai a gestire questi sdoppiamenti?". "La cosa in realtà è utile. Se posso dirti la verità, in questo momento a Trento c'è Giulio mozzi che tiene un laboratorio di scrittura; a Roma c'è giulio Mozzi che sta incontrando uno scrittore; sul palco di Pordenone salirà Giulio Mozzi quello dei libri; qui trovi giulio mozzi, quello del blog". "Ogni tanto vi ritrovate assieme?". "Tutti i lunedì, facciamo il punto della situazione, assegnamo le cose da fare, la casa da mettere in ordine, la spesa...". "Qualche volta ci sono errori organizzativi?". "Certo a volte sul blog scrive quello dei laboratori, altre volte le interviste le sbriga quello del blog (cioè io)". "Problemi?". "Nessuno, noi siamo un team senza invidie. Lavoriamo perfettamente assieme". "Qualcuno è mai riuscito a intervistarvi tutti contemporaneamente?". "No, mai". "Si potrebbe fare un remake di un film e intitolarlo 'Essere Giulio Mozzi'". "Bella idea, ma ci vogliono quattro locandine diverse, una per ciascuno". "Ora ti saluto, ho qualche problema di identità. Portami un saluto agli altri tre. verrò a seguire il tuo intervento". "Bene, grazie. Alla prossima". Poi non sono andato a sentire parlare di identità, fiction e altro. Ho avuto paura.
di tet at 18:19:20 2 Commenti

24/09/2003

Briscole oblique due

Al bar, oggi.
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di tet at 11:55:31 Commenta:

11/09/2003

Telefonata cinque

//E' una cosa strana, lo capirà? In fondo ha scritto un libro sui morti, è uno scrittore, io ho bisogno di qualcuno che scriva bene queste cosa importanti. Se si finisse di scrivere cose banali, stereotipate, senza profondità potrei aumentare clientela, affari...Lo faccio? Proviamo. Provare non costa nulla.// "Pronto?". "Buongiorno, ehm, mi chiamo Ade Boschivo dell'Eterna srl. Posso disturbarla un minuto?". "Se è per un questionario, non ho tempo. Sto stirando delle pagine che devo mettere in una scatola". "Parlo con Giulio Mozzi?". "Lei che numero ha fatto?".
"Lo 04*******". "Appunto, il mio numero". "Dunque Giulio Mozzi?". "A quanto pare...". "Senta io volevo sottoporle un lavoro. Ho un'agenzia di pompe funebri da dodici anni, nel mio settore esiste un problema fondamentale: cambiano i legni, le forme, le finiture, la grafica dell'epigrafi, i carri funebri. Quello che non riesce a cambiare sono i testi delle epigrafi e delle lapidi. Sempre le stesse cose, per le persone e le morti più diparate". "Perché mi chiama, ho già rifiutato una colombaia nel cimitero del paese dove sono nato". "Nooo! Non è questo. Io parlo di LAVORO. Io vorrei che mi scrivesse una trentina di epigrafi e una cinquantina di iscrizioni funerarie. Volgio un professionista, lei ha girato cimiteri, ha pure scritto un libro". "Non ho mai fatto una cosa simile". "Guardi, se mi manda delle proposte, io le vorrei far fare anche un corso di scrittura mortuaria per i miei dipendenti, in modo da renderli un poco indipendenti. Mi scusi il gioco di parole". "Mi sembra tutto così strano. E' uno scherzo?". "Certo che no, se lei ha un fax, le mando subito i dati via fax e li può controllare". "Che cosa dovrei scrivere?". "Veda lei, s'inventi delle tipologie, delle cose che possano andare bene per occasioni diverse. Le mando anche una statistica delle tipologie delle morti più frequenti". "Ci posso pensare?". "Certo, la richiamo io tra una settimana". "Vado, che ho il ferro attaccato. Addio". "Arrivederci".
di tet at 00:11:21 1 Commento

01/09/2003

Telefonata quattro

Compongo il numero di telefono. “Questa è la segreteria telefonica della lavatrice di Giulio Mozzi, se avete qualche cosa da dire o se avete delucidazioni da chiedere riguardo programmi di lavaggio, lasciatemi un messaggio dopo la centrifuga…beep”. “Pronto? Pronto? Sono ‘lelmettodiamilcare’, un abbonato di Vibrisse. Le volevo dire alcune cose riguardo la sua newsletter, però non voglio farlo tramite segreteria…”
“Pronto! Pronto sono Giulio Mozzi”. Mi dice una voce concitata. “Ma allora è in casa?”. “No, cioè, sì!”. “In che senso, scusi?”. Chiedo confuso. “Sono in casa ma non voglio essere disturbato da amici, parenti o colleghi di lavoro. Voglio solo telefonate da scocciatori, mi serve per il mio blog, ho bisogno di nuovo materiale. Dunque spero che lei sia uno scocciatore”. “Non le so dire, ho sentito questa storia del blog, ma non ne ho capito molto il senso”. “Mi dica, mi dica il motivo della telefonata”. “La chiamavo per lamentarmi di una cosa su Vibrisse”. “Dunque lei è uno scocciatore, bene!”. “Lasciamo stare, le dicevo di Vibrisse. Ultimamente non vedo più una regolarità, un impegno. Le versioni estive sono più povere dell’anno scorso, settimane saltate. Cosa succede?”. “Guardi, Vibrisse è una cosa gestita interamente da me e viene preparata quando riesco, non tutte le volte in questi anni è arrivata regolarmente. E’ umano”. “Io sono disposto anche a pagare un abbonamento, se le servono fondi”. “No, è una cosa completamente gratuita, non ha finalità di lucro”. “Non ha capito, io la pagherei perché uscisse con regolarità, non sopporto le promesse disattese. Non ho problemi per la quota economica”. “In che senso?”. “Potrei darle una quota mensile…”. “Tipo?”. “Settecento, ottocento euro. Si potrebbe rientrate stampandone una versione semestrale su carta, delle magliette, segnalibro, etc. Quello che m’interessa è la regolarità, sono stato ufficiale nell’esercito, per anni”. “Guardi l’ho fatta continuare per curiosità, Vibrisse non la vendo a nessuno, non accetto soldi da nessuno. Lei è pazzo!”. “Potrei pagarla in letteratura, comperare le sue opere, le sue liste della spesa, i suoi scontrini”. “Cioè?”. “Lei mi manda tutti i suoi scontrini della spesa, che sono letteratura, e io le rimborso in contanti il corrispettivo”. “Lei non è normale”. Con tono indeciso. “Le mando i miei estremi via mail al suo indirizzo”. Dice sussurrando nella cornetta. “La saluto. Mi raccomando: puntualità”. “Grazie, mi chiami ancora, dia il mio numero di telefono ai suoi amici, lo lasci in giro come quelli del bookcrossing. Arrivederci”.
di tet at 18:26:21 Commenta: